“Oltre il giardino”

Quello che di particolarmente bello aveva il giardino era che, in ogni momento, sostando sugli angusti sentieri o tra gli alberi e i cespugli, Chance poteva mettersi a girare senza meta, senza mai sapere se andava avanti o indietro, senza poter stabilire se era in vantaggio o in svantaggio rispetto ai giri già fatti. Tutto quello che contava era muoversi nel proprio tempo, come le piante che crescevano…

Jerzy Kosinski, Oltre il giardino

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