Sull’erba

Sull’erba accanto a lei, steso tra due cuscini, c’era il bambino. Dormiva profondamente, con la testa rivolta dall’altra parte. I fini capelli scuri sembravano più un’ombra che capelli veri, ma l’orecchio era di un vivido rosso corallo. Linda intrecciò le mani sopra la testa e incrociò le gambe. Era bello sapere che i bungalow erano vuoti, che tutti erano giù alla spiaggia, lontani dagli occhi e dagli orecchi. Aveva il giardino tutto per sé; era sola. Il bianco dei garofani era abbagliante, le calendule dagli occhi d’oro rilucevano, i nasturzi inghirlandavano i pilastri della veranda di fiamme verdi e dorate. Se soltanto si avesse il tempo di guardare quei fiori a lungo, il tempo di superare la meraviglia per la loro singolarità, di conoscerli davvero! Ma appena ci si soffermava a separarne i petali, a scoprire il rovescio della foglia, ecco che sopraggiungeva la Vita e ti portava via. Sdraiata sulla sua poltrona di vimini Linda si sentiva leggera leggera; si sentiva come una foglia. Ed ecco la Vita, come un vento che la afferrava e la scrollava; doveva andare. Oh, Dio, sarebbe stato sempre così? Non c’era scampo…

Katherine Mansfield, Alla baia

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