“La sensitiva”

Era una Sensitiva, cresceva in un giardino, / con rugiade d’argento la nutrivano / i giovani venti, e apriva alla luce le foglie / come ventagli, e ai baci della Notte le chiudeva. // Sul delizioso giardino Primavera giunse / come lo Spirito d’Amore percepito ovunque; / e sull’oscuro seno della Terra ogni erba e ogni fiore / si risvegliò dai sogni del sonno invernale. // Ma mai nessuno tremò né palpitò felice / nel giardino nei campi o nelle lande come / nel meriggio una dàina col suo dolce/ desiderio d’amore quanto la Sensitiva solitaria.

Percy Bysshe Shelley, La Sensitiva

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