Il giardino sull’isola

Tra le rocce dell’isola di Applendore, la più grande delle isole Shoal, si trova un piccolo giardino che ho cercato di descrivere nelle pagine che seguono. Da che ne ho memoria i fiori mi sono stati amici, mi hanno confortato e ispirato, sollevato e rallegrato. Dato che ogni filo d’erba o umile pianticella che spuntassero dal terreno erano preziosi ai miei occhi di bambina solitaria, cresciuta sull’isola del faro a dieci miglia dalla terraferma, cominciai a coltivare un giardino che non avevo più di cinque anni. Da questo piccolo giardino, un anno dopo l’altro, se ne è sviluppato uno più grande e tante persone ne hanno potuto godere. La prima piccola aiuola sull’isola del faro conteneva solo Calendula officinalis: germogli del colore del fuoco che erano una gioia per il mio cuore e una delizia per il mio sguardo. Un giardinetto quadrato, non più grande di un metro, con i suoi splendidi colori selvaggi, era letteralmente l’oggetto della mia venerazione. Piantavo i secchi semi bruni osservandone la forma a mezzaluna, decorata da una striscia sottile di puntini, una “nervatura”su tutta la lunghezza: da questa mezzaluna spuntava la pianta della calendula… La mia mente di bambina fu molto colpita da questa mezzaluna che crescendo diventa un globo pieno di raggi. Riflettevo su tutti i fiori che conoscevo; mi erano molto cari, così mi dispiaceva raccoglierli e avevo un posto sicuro tra le rocce dove li portavo quando appassivano, nascondendoli, perché nessuno li vedesse: anche appassiti erano preziosi. I cari fiori! Tornano a trovarmi un’estate dopo l’altra, sempre giovani freschi e belli; ma tanti degli amici che li hanno ammirati e amati con me non ci sono più e non ritorneranno…

Celia Thaxter, Il giardino sull’isola: uno scoglio fiorito di fronte all’oceano

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