da “In villa”

Poi Mary lo prese per mano e lo condusse in giardino. Nella cruda luce del giorno il giardino aveva talora un’aria un po’ malinconica, come una donna molto amata che ha perso la sua leggiadria; ma adesso, sotto la luna piena, col profilo delle siepi e gli alberi antichi, la grotta, l’erba rasa dei prati, era di un fascino arcano. I secoli svanivano e vagando nei suoi sentieri pareva di abitare un mondo più giovane e nuovo in cui l’istinto era più impetusoso, le conseguenze meno reali. La leggera aria estiva era profumata dai bianchi fiori notturni…

William Somerset Maugham, In villa

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